Città del vino d'Abruzzo

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Sep 08th
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Ortona

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Ortona è un antico centro marinaro che, adagiato su un promontorio a 72 metri d’altezza, appare quasi sospeso sul mare e ricopre una superficie leggermente superiore ai 70 kmq, collocandosi così al terzo posto nella graduatoria dei comuni con la maggior estensione territoriale della provincia chietina. Il suo territorio non è caratterizzato esclusivamente dai pur spettacolari 20 km di costa, dove si susseguono spiagge ampie e sabbiose a nord che via via lasciano spazio al susseguirsi di golfi, insenature, promontori, spiaggette, scogliere tutte rigorosamente contornate dall'incontaminata flora mediterranea, ma anche dal suo entroterra in cui è nato negli ultimi anni un fiorente commercio, sviluppatosi un tempo più attorno alle attività marinare e al suo porto. Questo apporto all'economia locale, è dato dallo sviluppo incontrastato dell'agricoltura indirizzata verso la specializzazione della produzione della squisita uva da tavola Pergolone e delle eccellenti uve da vino quali il Trebbiano e il Montepulciano, tanto da rendere Ortona sede ideale dell'Enoteca Regionale d'Abruzzo. La prima domenica di maggio, si svolge la festa patronale di Ortona - la Festa del Perdono - ma la ricorrenza calendariale di San Tommaso Apostolo si celebra il 3 luglio. Il 6 settembre si tiene una processione di barche sul mare, in ricordo dello sbarco del navarca Leone con le reliquie dell’Apostolo nell’anno 1258.

Grandi i monumenti di valore storico-artistico come: il Castello Aragonese fatto costruire da Alfonso d'Aragona nel 1452 su una collinetta a picco sul mare; il Palazzo Farnese del 1582 residenza estiva di Margherita d'Austria, sede oggi della biblioteca comunale, del museo d'arte contemporanea e della pinacoteca Cascella; le numerose chiese tra le quali ricordiamo le più importanti, incominciando dalla Cattedrale di San Tommaso che conserva al suo interno le spoglie dell'Apostolo, la chiesa di S. Maria di Costantinopoli del XII secolo in perfetto stile gotico e la Chiesetta del Crocefisso Miracoloso da cui sgorgò del sangue durante l'assalto turco del 1566.

L'origine di Ortona probabilmente si deve alla popolazione degli Illiri, che precedettero l'arrivo degli italici (i Frentani) giunti in Abruzzo nel X-XI secolo a.C.. Con la sua particolare posizione protetta per tre lati dal mare e da un fossato, ed un'unica parte quella a sud, legata all'entroterra, il villaggio illirico-frentano si prestò come ottima base per organizzarsi e fortificarsi. La città romana fu in seguito costruita sul già esistente villaggio italico, episodio testimoniato dai diversi reperti trovati nella zona del Castello Aragonese e da tracce di strade romane nei pressi del fiume Moro. Per la prima volta viene citata dal geografo greco Strabone, vissuto nel I secolo a.C.: raccontando di un suo viaggio nomina Ortona come "Epineion" (città-porto) dei Frentani. Successivamente, con l’arrivo dei Longobardi, il piccolo centro, definito il "porto d'Abruzzo" viene annesso al Ducato di Benevento e nel 803, conquistato dai Franchi, si unisce alla Contea di Chieti. Nel 1075, con l'occupazione normanna, entra a far parte del Regno di Napoli e successivamente, sotto Enrico VI di Svevia prima e Federico II poi, Ortona conosce un periodo di crescita grazie ai privilegi economici concessi nelle attività portuali dai due re: in primis l’esenzione di tutte le tasse sui materiali necessari alla fabbricazione delle navi.

Il XIV e XV sono i secoli che legano sempre di più la vita cittadina al proprio porto e all'attività commerciale che ne scaturisce. La concorrenza sul commercio e la rivalità municipalistica venutasi a creare tra la città di Ortona e quella di Lanciano e i contrasti per il controllo dell’Adriatico con Venezia, sono le cause delle sanguinose lotte che si succedono nella prima metà del XV secolo, che portano alla distruzione del porto, dei magazzini e dell'arsenale navale. Il 1582 segna invece l'acquisto della città da parte di Margherita d'Austria, figlia di Carlo V e duchessa di Parma, che voleva verosimilmente allargare il suo dominio in Abruzzo.

Prima della Rivoluzione Francese, l'Universitas di Ortona, nonostante il domino del viceré spagnolo di Napoli, beneficia di un'insolita autonomia decisionale: l'abitudine a condurre una vita politica autonoma, genera presumibilmente la rivolta antifrancese del 1799 che viene però duramente repressa. Nel periodo napoleonico e durante la restaurazione borbonica il centro marinaro segue le orme di molte delle cittadine abruzzesi: tra il 1801 e il 1813 subisce le incursioni della potente flotta navale inglese; dal 1829 al 1854 spuntano timide iniziative antiborboniche promosse da alcuni appartenenti alla Carboneria; il 9 settembre del 1860 Ortona all'unanimità aderisce al Regno d'Italia. L'ingresso del nuovo secolo porta agli ortonesi il bombardamento delle navi austriache della I.a Guerra Mondiale e rende il territorio comunale oggetto di una delle più dure battaglie tra le truppe alleate e quelle tedesche, nella II.a. Da segnalare in città la presenza dell’Istituto Nazionale Tostiano creato per divulgare e valorizzare le opere del noto autore di romanze, Francesco Paolo Tosti, illustre figlio di Ortona.

Della cucina ortonese, prevalentemente di mare, come si può facilmente intuire, abbiamo scelto questo piatto di “Pasta alla Chitarra con i Pelosi”, cui non potrà mancare in accompagnamento un buon Pecorino o uno Chardonnay. (Indichiamo questi due compagni anziché il più tradizionale Trebbiano nella tema che la possibile fragilità di struttura e/o la breve persistenza di quest’ultimo, possano creare pericolose disparità gustolfattive nell’insieme).

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 23 Luglio 2010 11:44 )  

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