
Lanciano è posta a 265 metri di altitudine, su una distesa collinare che scende giù verso la valle del Sangro, alla destra del torrente Feltrino. Tra la Maiella e il mare Adriatico, da cui dista poche decine di km, è il comune più importante della provincia di Chieti dopo lo stesso capoluogo, con le sue numerose frazioni ed un territorio intensamente coltivato che si estende per 66 kmq. La cittadina ha un commercio fiorente e numerose sono le fiere che vi si svolgono durante l’arco dell’anno: manifestazioni queste di antiche origini, allora chiamate “Nundinae”, che raggiunsero il massimo splendore nel XV secolo. Nelle principali fiere di giugno e settembre, si incontravano mercanti di tutto il mondo intenti al commercio con Venezia e con i maggiori centri d’Italia. Uno speciale editto del 1515 di Ferdinando d’Aragona stabiliva appunto che a tutti i mercanti, di qualunque nazione e religione, era garantita la sicurezza. A questo scopo venne introdotta la figura del Magistrato, il “Mastrogiurato”, che aveva l’incarico di amministrare la giustizia e di provvedere alla pace nella fiera. Ogni anno si rinnova ancor’oggi, prima dei festeggiamenti del Settembre Lancianese, l’investitura del Mastrogiurato con una rievocazione storica in costume.
E come non poter collegare il nome di questa città all’importantissimo evento religioso verificatosi verso la metà dell’VIII secolo durante la celebrazione della Santa Messa: il primo e il più rilevante Miracolo Eucaristico della Chiesa Cattolica tuttora conservato nella Chiesa di San Francesco.
Le origini del capoluogo del Comprensorio Sangro-Aventino sembrano risalire al XII secolo a.C.; recenti scavi testimoniano infatti la presenza della città di Anxanum, uno dei più antichi insediamenti presenti nel territorio abruzzese. Soltanto sul finire del Medioevo il nome inizia a prendere le sembianze dell’attuale Lanciano con “Lanzano”. Le prime informazioni scritte su Lanciano e sui Frentani le abbiamo da alcuni studiosi dell’epoca i quali, durante le conquiste dei Romani, la ritengono la capitale di questa gente, ricordando anche i loro mercati annuali chiamate “nundinae”.
Dapprima colonia e poi Municipio Romano, vi si svolge soprattutto l’arte della tessitura della lana e della lavorazione delle pelli, senza dimenticare la rinomata attività commerciale e l’arte farmaceutica.
Superati come tutti gli altri comuni del comprensorio i secoli che vanno dal Tardo Impero fino a al ‘700, fra vessazioni di ogni genere e rari sprazzi di libertà e di indipendenza, è all’inizio dell’ottocento che qualcosa si muove nell’animo dei lancianesi che partecipano numerosi agli eventi politici del Risorgimento, soprattutto sotto forma di sollevazioni antiborboniche. L’8 settembre del 1860, giorno successivo all’entrata in Napoli di Garibaldi, Lanciano manifesta la sua volontà di annessione all’Italia unita con una votazione unanime che non lascia dubbi. La stessa forza di spirito fondata sugli ideali di libertà e democrazia, li spinge a promuovere una lunga resistenza organizzata contro i tedeschi nell’ultima Guerra, onorando così la propria città con la medaglia d’oro al valor militare.
Molti sono i capolavori di architettura romanica e gotica conservati ancora oggi in ottimo stato ed offerti ai visitatori dalla stupenda città d’arte, tra cui ricordiamo: S.Maria Maggiore e S. Agostino; il complesso delle mura civiche delle Torri Montanare dell’XI e XV sec.; il Torrione Aragonese di S. Chiara del XV sec.; la chiese di S. Biagio (XII sec.), di S. Giovina (XVI sec.), di S. Lucia (XII sec.), di S. Nicola (XV sec.); la Fontana Medioevale del Borgo (XVI sec.) e di Civitanova del III sec a.C. ricostruita nel 1825; Porta S. Biagio (XI sec.); il famoso Ponte dedicato all’imperatore Diocleziano nel III sec. legato al trasferimento delle Fiere dal colle della Selva al Campo della Fiera, dove si trova l’attuale quartiere omonimo d’origine ottocentesca e la connessa Basilica di S. Maria del Ponte del XVIII sec.





