
A pochi chilometri dalla costa adriatica e dalla foce del fiume Sangro, adagiata su dolci colline ingentilite di ulivi, incontriamo Fossacesia, un ridente paese sorto nelle vicinanze dell’antico tempio pagano dedicato a Venere.
La storia di Fossacesia è intimamente legata alla dea Venere e al suo tempio che sorgeva sul promontorio: oggi vi domina l’Abbazia benedettina dedicata a San Giovanni. L’antico centro abitato era denominato Vicus Veneris ed era raccolto all’interno di una cinta muraria, di cui restano solo pochi ruderi; era abitato dai Frentani, una popolazione italica insediatasi lungo l’intera costa teatina ed era antico luogo di transito per le greggi transumanti verso il Tavoliere di Puglia.
L’Abbazia di San Giovanni in Venere, è un maestoso complesso monastico del quale se ne ha documentazione a partire dal VI secolo. L’attuale costruzione, con prospetto monumentale a pianta basilicale a tre navate, risale all’ampliamento avviato nel 1165 e modificato nel corso del XIII secolo in stile gotico – cistercense. Il monastero fu per tanti secoli “nullius dioecesis”, un grande feudo voluto direttamente dai Papi sotto la giurisdizione dei loro Abati. La facciata è decorata da un portale in marmo del 1230, detto “della luna”, scolpito con altorilievi che raffigurano storie della vita di Giovanni Battista.
Ma torniamo al nostro borgo di Fossacesia, che nel Medioevo venne chiamato Fossam Cecam e, divenuto feudo del monastero benedettino di San Giovanni in Venere, ne seguì le alterne vicende passando dal periodo di splendori, magnificenza, benessere economico e sviluppo culturale del XI secolo, alla decadenza venuta a seguito di catastrofi naturali: una disastrosa mareggiata prima, e due forti terremoti poi, nel 1456 e nel 1627.
Ma Fossacesia non viene abbandonata, anzi, dalla metà del 1600 si ricostruiscono i palazzi pubblici e le ville nobiliari e si amplia il borgo, sviluppandosi ben oltre le antiche mura, e articolandosi in propaggini insediative sparse nelle frazioni di Fossacesia Marina e Villa Scorciosa. Da visitare: la Fontana delle cinque Cannelle; i palazzi nobiliari Contini (di scuola vanvitellina) e Mayer; la Chiesa del SS. Rosario, realizzata nel 1876 dalla Congrega del Rosario e della Santissima Annunziata; la chiesa parrocchiale, dedicata a S. Donato Martire, del 1290 distrutta durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e successivamente ricostruita. Celebre la foto del Generale Montgomery, comandante dell’VIII Armata Alleata, tra le rovine della chiesa. Il secondo conflitto mondiale in questa zona fu particolarmente aspro, in quanto la Linea Gustav passava proprio in questo territorio, e fece molte vittime anche tra i civili inermi, tanto che il Comune di Fossacesia è stato insignito della onorificenza della Medaglia d’Argento al Merito Civile.
Fossacesia non è solo casta religiosità, ma è anche efficiente operatività. Il suo territorio si affaccia sul mare e, tra insenature e baie di spiagge di ciottoli e di sabbia, arricchiti da una vegetazione ricca di ginestre e finocchietto selvatico, compaiono sinuosi gli scogli e su di essi, a pochi metri dalla riva - tutelati da leggi regionali come beni culturali primari - antiche costruzioni in legno poste a dominare gli alti fondali marini. Sono i “trabocchi”, celebrati finanche dal D’Annunzio, che si stagliano con pennacchi e impalcature e con fare misterioso, nel governo del mare e nella cattura dei suoi abitanti.
Sono sempre stati presenti, instancabili guardiani della costa, ma nessuno ne rammenta l’origine, anche se il pescatore sa che è legata all’ancestrale timore di affrontare il mare aperto. Oggi il territorio comunale si estende a partire dalla costa, su per le colline della fascia litoranea alla sinistra della foce del fiume Sangro per lambire un’area di 30,08 chilometri quadrati. La popolazione è intorno ai 5600 abitanti e nel periodo estivo si triplica, grazie all’arrivo dei numerosi villeggianti che soggiornando nelle strutture ricettive di Fossacesia Marina e della Costa dei Trabocchi.
Ogni anno il 7 agosto Fossacesia onora il suo Santo Patrono, San Donato Martire, mentre tra le altre festività annotiamo la Madonna del Carmine, il 16 luglio, con la suggestiva processione e gli spettacolari fuochi pirotecnici sul mare.





