
Come un proseguimento naturale della città di Pescara, a sud, distesa lungo dorati arenili, impreziosita da famosi ristoranti nei quali si può gustare il pesce dell’Adriatico, incontriamo Francavilla al Mare. Essa è situata all’ingresso della vallata del Foro da dove guarda le colline che dominano la dolce valle che congiunge il mare Adriatico alla Majella, alla montagna quindi: colline quanto mai vocate per il fresco Trebbiano e per l’accattivante Montepulciano. Francavilla al Mare, una cittadina ricca di arte, con i suoi gioielli artistici restituiti dal tempo e salvati dall’uomo, copiosa di cultura, di turismo, di tradizioni, di gastronomia, di itinerari e di tanto sole. Tra le numerose iniziative che si svolgono durante l'intero anno quella che forse spicca più delle altre, e per la quale la città riscuote una certa celebrità, è il Carnevale con la caratteristica sfilata di carri allegorici.
Meritano una visita il Museo dedicato al pittore Francesco Paolo Michetti, che ha sede nel Convento dei Domenicani datato XVII secolo, la Chiesa della Madonna delle Piane (sec. XVII), la chiesa rurale di Santa Maria della Croce (sec. XV), i resti di alcune torri quali: Torre Masci, Torre d'Argento, Torre Ciarrapico.
Anche se contemporanea è da visitare la Chiesa madre di Santa Maria Maggiore, conosciuta anche come chiesa San Franco, in cui è conservato l’Ostensorio d’argento dorato realizzato da Nicola da Guardiagrele nel 1413. Nel centro cittadino si trova il Palazzo della Sirena, sede di svariate manifestazioni artistiche.
Risalendo alle spalle di Francavilla il fiume Foro, incontriamo subito Miglianico, sentinella della Val di Foro, che dall’alto del colle respira l’aria marina mentre osserva la Majella madre.
Giù nella piana si può giocare a Golf, mentre tutt’intorno i vigneti sono predisposti a produrre un Montepulciano dal sapore complesso e profumato che sembra giocare con il gusto del mare e della montagna insieme. Tutti gli anni vi si svolge la Miglianico Tour, gara podistica per professionisti e non che, istituita nel lontano 1970, costituisce uno degli appuntamenti sportivi di rilievo a livello regionale e nazionale.
Miglianico è stata immortalata dalle opere letterarie di Gabriele D'Annunzio e dal pittore Francesco Paolo Michetti nel quadro "Il voto": questi hanno trovato ispirazione dalla processione dei malati che chiedono la grazia a S. Pantaleone, patrono del paese. Risalendo ancora verso il Block Haus, sulla destra, a ridosso di un crinale, muoviamo verso Ripa Teatina. Giunti a Ripa, da un lato si guarda Chieti, antica città fondata dai Teatini, dall’altro ci si distende tra vigneti ed uliveti, dove, la sinuosità della collina contribuisce a creare un vino Montepulciano gradevolmente armonico. Il ritrovamento di numerosi reperti archeologici fa risalire il paese a un preistorico insediamento dei Marrucini. Alcuni resti ancora visibili testimoniano la storia del paese. Da vedere: il Convento dei Frati Minori Francescani noto anche come Convento di San Francesco (XVI-XVIII secolo) ottimamente conservato; la Chiesa Madre di S. Pietro Apostolo con belle tele di Ludovico de Majo e stucchi di Carlo Piazzoli. Resti di strutture murarie romane, in contrada S. Felice.
Continuando a percorrere la vallata del Foro tra macchie di bosco nella vallata e vigneti nella collina, si arriva a Villamagna, antico fortilizio dei Marrucini posto a difesa di Teate (Chieti) e costruito a sinistra del fiume Foro. Da vedere: la Chiesa di Santa Maria Maggiore (XVIII secolo) in chiaro stile barocco con stucchi rococò di Michele Clerici e Carlo Piazzoli e tele dei napoletani Ludovico de Majo e Antonio Sarnelli, il Palazzo vescovile, la Porta da Capo e la Porta da Piedi unici ingressi dell’antico centro, il Palazzo Battaglini con l’elegante architettura impreziosita da archi e volte a forma di semicerchio. Ad agosto vi si tengono la rappresentazione del miracolo di S. Margherita, che intervenne a difesa del paese per mettere in fuga i turchi e quella del miracolo di S. Domenico Abate, nel corso della quale il Santo salvò un bimbo dalle fauci del lupo.
A breve distanza da Villamagna si incrocia il bivio per Vacri, tra il fiume Foro e il torrente Dendalo. Paese dal suggestivo profilo, è posto su di un colle scosceso ed intensamente coltivato. Dalla sua piazza principale è possibile raggiungere con lo sguardo sia il Gran Sasso che la Majella che appare in tutta la sua maestosità di montagna madre. Da vedere: il dipinto raffigurante Maria Santissima delle Grazie, custodito con cura nella omonima cappella del Santuario, dipinto della “Natività”, opera risalente al 1587 ed attribuita a Giovanni Battista Rusconi, e il portale lapideo, che risale al XVI secolo, della parrocchiale di san Biagio. La seconda domenica di maggio si tiene il tradizionale Pellegrinaggio per la Madonna delle Grazie, un imponente corteo di pellegrini, preceduti da una ragazza vestita di bianco che reca il quadro della Madonna e, partendo a piedi da Vacri, raggiunge Francavilla. Proseguendo sempre attraverso la Val di Foro si arriva a Rapino, noto in passato per l'arte della ceramica, e di qui alla "Porta della Majella", come è soprannominato Guardiagrele, ricca di storia e di artigianato. La cittadina è posta ai piedi della Majella ed è circondata dai torrenti Laio e Vesola:, recentemente è divenuta sede del Parco Nazionale della Maiella. D’Annunzio la definì la terrazza d’Abruzzo per via dei naturali belvedere sulle falde della Maiella, da cui si può giungere a vedere il mar Adriatico.
Guardiagrele è custode da secoli di una raffinata civiltà artistica e architettonica accompagnata da una solida e rinomata tradizione artigiana. La suggestione più intensa la si vive forse all'ingresso della maestosa Porta San Giovanni per via dei riflessi abbaglianti degli manufatti in rame e in ferro che brillano al sole: conche, pentole, vasi e brocche di fattura vecchia e nuova, oggetti in ferro battuto, sciorinati in terra dagli artigiani lungo le mura del paese. Da vedere: il Duomo di Guardiagrele, splendido e grandioso esempio di arte tardogotica, uno dei gioielli più preziosi di questa "città di pietra" immortalata dal Vate abruzzese nel "Trionfo della morte", il Museo del Duomo, il Museo Archeologico, il Museo del Costume e delle Tradizioni Guardiesi.
Siamo in alto, e laddove l’aria è più fine scorgiamo San Martino sulla Marruccina. Borgo di origine medievale (XII secolo) fu feudo di famiglie normanne. Posato su un dolce colle da dove si domina nella sua interezza la Val di Foro e quasi sorretto da una cinta di vigneti, ivi il Montepulciano diventa orgoglioso, forte della vicina Majella visibile da qui attraverso diversi punti panoramici. In questo paese silenzioso vanno ammirate le due chiese del 1700 e la croce processionale della scuola del Gallucci che vengono esposte durante le feste patronali. Una caratteristica rappresentazione avviene la mattina del 23 gennaio, nella chiesa di San Cristinziano, dove le statue della Madonna e di San Giuseppe vengono unite in matrimonio con benedizione e scambio di anelli e confetti.
Ma è il vino ad essere protagonista del paese di San Martino, un prodotto che unisce gli animi in una cultura univoca nel rispetto del territorio e dei suoi frutti. Il paese rinnova ogni anno il legame con questa terra con una festa, “San Martino borgo di… vino”, un vero evento basato sul vino e sulla cultura del territorio. Per questa occasione il borgo è addobbato da centinaia di stendardi e oggetti antichi, illuminato da lumi di candele posti in tripodi di ferro battuto. Percorrendo a piede le strade del centro storico, accompagnati dalla musica che riecheggia in tutto il borgo, si possono ammirare artisti di strada e alcuni dei tanti artigiani della regione, intenti a creare le loro opere in ferro battuto, pietra, legno e altri. Protagonista assoluto è il vino, che può essere degustato nel calice personale che ognuno porterà al collo nel portacalice confezionato per l’occasione. L’area enogastronomia infine propone la gastronomia tipica locale, con l’accompagnamento dei vini suggerito da qualificati sommeliers.






