Città del vino d'Abruzzo

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Miglianico

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Posto su un colle che raggiunge l’altitudine massima di 136 metri, a monte della confluenza tra il torrente Dendalo e il fiume Foro, Miglianico si estende per 22,59 kmq dominando la valle dell’omonimo fiume, spuntando all’improvviso da quell’altura mimetizzata dalla vegetazione circostante. Il suo territorio si articola in un centro abitato principale e da 8 contrade elencate in ordine alfabetico: Cagialone, Cerreto, Collemarino, Elcine, Foreste, Montupoli, Piane San Pantaleone e Valle Sant’Angelo. I 4500 abitanti circa, distribuiti in buona parte nelle contrade, basano la propria economia prevalentemente sull’agricoltura ed in particolare sulla coltivazione dell’uva e sulla conseguente produzione di vino, favorita in questo da un clima mediterraneo collinare, caratterizzato da una ridotta escursione termica con inverni ed estati miti, grazie anche alla vicinanza del mare Adriatico a 7 km e della Maiella a 36 km.

Il piccolo centro abitato, è citato per la prima volta nel 1140 e precisamente nel ”Catalogus Baronum” come un insediamento militare fortificato nominato ”Mellianum” attestando così, con la semplice affermazione, il possesso di Miglianico da parte di una famiglia normanna, nella persona di Riccardo di Trogisio. Altro documento che certifica tale proprietà è quello del 1257, nel quale viene evidenziata la volontà dei figli di Riccardo di Trogisio di rinunciare alla chiesa di San Tommaso al Verano e ad altre tra cui quella di San Pantaleone in Miglianico, il tutto a favore del priore della chiesa di San Tommaso al Verano. Non è finita qui in quanto un’ulteriore certificato, valido per confermare il controllo normanno del paese, l’abbiamo nel 1303 ad opera di Francesco da Lettomanoppello, Giovanni e Trasmondo di Giacomo da Bolognano e Tommaso di Pietro di Manetto da Bolognano, i quali rivendicano il diritto di patronato sulla chiesa di San Pantaleone al priore del santuario di San Tommaso al Verano.

L’atto del 1404, di un maresciallo del regno di Sicilia che accorda ad un suo familiare l’uso di un’abitazione, è l’ultima fonte sicura di cui siamo venuti a conoscenza per quanto riguarda l’antico passato della cittadina. Esso ci garantisce l’esistenza del castello di Miglianico in data 7 maggio del suddetto anno, com’è indicato in chiusura del documento. Si presume che il castello, edificato nel periodo franco-longobardo, subisca delle variazioni ad opera dei conti di Manoppello e, dopo alcuni secoli, torni a far parte delle proprietà dei Valignani. Costoro sono gli autori delle ultime modifiche poco visibili oggigiorno dopo il bombardamento e la restaurazione che ne conseguì. Grande importanza costituisce la presenza dei Valignani che succedono alla signoria della famiglia Orsini, nella prima metà del secolo XV, e precedono quella dei Todeschi di Pianella. Questi rimangono fino al 1794: un lungo periodo caratterizzato dall’acquisto dei diritti sulla chiesa di San Pantalone nel 1460; sull’acquisizione dell’intero feudo di Miglianico nel 1473 da Ferdinando D’Aragona, re delle Due Sicilie; dalla successiva divisione tra gli eredi nel 1573, in base alla legge del maggiorascato (sistema di successione che indica ilparente maschio più prossimo di grado come erede del patrimonio).

Per quanto concerne gli anni a noi più vicini, ricordiamo semplicemente il plebiscito riguardante l’annessione al Regno d’Italia del 1860, superato con una votazione a dir la verità non unanime ma pur sempre favorevole, e le devastazioni subite dai bombardamenti dell’ultima Guerra Mondiale che risparmiano, se pur non totalmente, due simboli della lunga permanenza feudale dei Valignani: il già citato Castello dei Baroni Valignani e la Chiesa di San Michele Arcangelo eretta a cappella privata della stessa famiglia.

A Miglianico, centro di profonda religiosità, le Celebrazioni in onore del Santo Protettore, Pantaleone (27 luglio e ultima domenica d’ottobre), sono molto partecipate come anche quelle in onore di Sant’Antonio (11 gennaio) e San Rocco (ultima domenica d’aprile). Ma non mancano neppure numerose feste profane – del Vino, della Cucina in Piazza e dell’Emigrante – che, nel mese di agosto, fanno da corona al famoso “Miglianico Tour”, giro podistico della città ormai assurto a livelli internazionali.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 23 Luglio 2010 11:41 )