
Villamagna è posta in posizione strategica, sul versante sinistro del fiume Foro, a cavallo della confluenza con il torrente Serrepenne, a 255 metri slm, in una posizione di controllo, quasi di dominio, della collina sottostante, ordinatamente addobbata dal verde dei vigneti. L’originario fortilizio dei Marruccini, fu eretto per difendere la città di Teate, l’attuale Chieti, dalle invasioni romane, nel lontano 429 a.C.
Dopo di allora tra i popoli rivali, nacquero delle alleanze, testimoniate dall’insediamento romano insediatosi sul territorio, e dal toponimo del paese, di chiara origine romana, formato dal termine “villa”, ossia residenza di campagna e “magnus”, che significa importante. Arrivano gli anni della decadenza romana e quelli della dominazione longobarda, dall’870 poi, l’antico insediamento romano venne attribuito al Convento benedettino di San Severino. A partire dall’ XI secolo, il borgo entra nel patrimonio del Vescovo di Chieti, legandosi quindi alle sorti della stessa città. Dopo di allora Villamagna passa di proprietà in proprietà, pur essendo inevitabilmente legata all’Arcivescovo teatino, che, su di essa, conserva il titolo di Barone e ampi possedimenti, tra cui il Palazzo Vescovile, luogo di residenza dei soggiorni estivi. Il possesso del paese passa di mano in mano, concludendosi col passaggio alla signoria dei Caracciolo duchi di Gesso prima, e all’annessione al Regno d’Italia poi.
Tra i monumenti e i palazzi storici annoveriamo le due porte di ingresso nel paese, Porta da Capo e Porta da Piedi, di chiara origine medievale, seppur ristrutturate, che furono gli unici ingressi dell’antico centro. Un ultimo edificio degno di nota è il Palazzo Battaglini, caratterizzato da un’elegante struttura impreziosita da archi e volte a semicerchio, come l’architettura di inizio rinascimento prevedeva.
Il comune fonda la sua economia sull’agricoltura: sulla coltivazione di uva, con una consistente e qualificata produzione di vino Doc nelle tre tipologie di Montepulciano d’Abruzzo, Trebbiano d’Abruzzo e Cerasuolo d’Abruzzo, e anche di olive, con il raffinato olio extravergine di oliva delle Colline Teatine DOP. Non mancano comunque a sostegno le produzioni di ortaggi e frutta, prodotti da acquistare o da assaporare nelle gustose specialità gastronomiche che la cucina tipica abruzzese propone. Ben vengano quindi pietanze a base di verdure, legumi e cereali, ma anche ottimi piatti di pesce, di carne di animali da cortile e d’allevamento, e di formaggi.
Villamagna, festeggia il suo patrono il 13 luglio, Santa Margherita, ed in suo onore dedica una festa e una rievocazione alla quale partecipano i cittadini e i tanti turisti che vi giungono. La tradizione ci riporta al lontano 1566, quando un’invasione saracena tentò di distruggere e conquistare il paese.
Fu la Santa, con un intervento miracoloso, gettando ai piedi degli assalitori una trave infuocata, a sventare l’invasione obbligando la flotta ottomana alla fuga. Fu edificata una Chiesa parrocchiale in suo onore, l’attuale Chiesa di Santa Maria Maggiore, ricostruita tra il 1730 e il 1750 sulle rovine di quella precedente, in chiaro stile barocco.






