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Ripa teatina

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Immerso nel verde della campagna, l’abitato di Ripa Teatina è adagiato su una collina a 195 mt. s.l.m., circondata com’è da alture e da grandi vallate ricche di coltivazioni e cosparse di casolari. Il suo territorio si estende per 20,09 kmq su un’area di medie colline che si sviluppano alla destra del fiume Alento, a soli 10 minuti dal mare e a 30 dal maestoso Massiccio della Maiella, raggiungibile con una comoda superstrada.

I circa 3.900 ripesi sono dediti alla coltivazione dei prodotti tipici della zona, con uno sguardo particolare volto ai 1.000 ettari vitati che forniscono una produzione media annua di 115.000 hl tra Trebbiano e Montepulciano, quest’ultimo nelle due tipologie Cerasuolo e Rosso. Paese tutto sommato tranquillo e “spensierato” che non si fa mancare sane e piacevoli ore di puro divertimento offerte da un’ intenso programma di manifestazioni di tutti i generi, in particolar modo svolte nelle serate estive dove più numeroso è il pubblico dei visitatori.

Grazie a numerosi reperti archeologici ritrovati, si può risalire all’origine del paese e quindi all’antico insediamento dei Marrucini, popolo italico attore dei più grandi avvenimenti verificatisi nell’Italia Meridionale, dalla dominazione romana all’Unità d’Italia. Nel X secolo il territorio ripese fu interessato dalla colonizzazione monastica benedettina, cui fece seguito la fondazione del monastero di Santo Stefano, del quale si conserva ancora oggi il campanile del 1010.

Nella prima metà del XV secolo, Ripa conosce la gratitudine dei Re Aragonesi: prima, città demaniale con gli Svevi, nella sanguinosa guerra dinastica si schiera dalla parte del re Ladislao che in seguito alla vittoria sul suo rivale Luigi II di Francia compensa il paese con il titolo di Baronia, e la donazione dell’imponente feudo denominato “Casale San Felice”(1413); successivamente nel 1484, Alfonso II d’Aragona, a titolo di riconoscenza per l’appoggio offerto nella guerra contro la “lega Veneta”, costruisce a sue spese delle grosse mura di cinta con torri di difesa, due di esse ancora oggi testimoniano tale evento.

Nel 1642 il feudo di Ripa passa nelle mani dei Caracciolo di Santobono, importante famiglia che aggiunse il predicato “marchesi di Ripa”. Dopo la dominazione spagnola e quella austriaca, Ripa è invasa dalle truppe napoleoniche in conflitto con i Borboni ed in questa situazione la storia ricorda la terribile strage compiuta dai francesi ai danni dei frati e dei seguaci del borbonico Pronio, barricati nel Convento dei Minori in sua difesa (1799). Nel periodo risorgimentale e più precisamente nel 1859, l’intero paese viene preso d’assalto dalla gendarmeria borbonica che perquisisce e brucia le case di tutti i sospettati di ribellione in quanto sede del “Quartier Generale dei Patrioti di Chieti e provincia”. Alla fine dei conti, il paese è fortunato nell’ottenere dai vari regnanti, nella lunga storia ripese, privilegi che consentono al popolo la libertà quasi assoluta dal potere feudale. Meno fortunata è da ritenersi invece nel periodo della Seconda Guerra Mondiale che porta, anche in questo angolo dell’Abruzzo occupata dai tedeschi, morte e distruzione in occasione dell’arrivo delle truppe Alleate (canadesi e inglesi), che riescono a forzare la “linea Gustav”, con la susseguente ritirata dei nazisti e la dura ricostruzione da affrontare alla fine della guerra.

I monumenti che costituiscono testimonianza certa della storia di questo paese e che sono passati indenni o con qualche acciacco attraverso il lungo periodo di guerre e tuttora visibili sono: i resti dell’antica cinta muraria rappresentati dal torrione in prossimità di via Porta Gabella; il campanile del XII secolo (1010) situato a fianco dell’antica chiesa di S. Stefano; le mura perimetrali della chiesa del SS. Salvatore riferibili al 1300; le due torri cilindriche, resti delle mura di fortificazione della fine del XV secolo; il Convento dei Frati Minori Francescani ottimamente conservato dal XVI secolo; la Chiesa Madre di S. Pietro Apostolo dove vi sono custoditi preziose opere di grande valore artistico e religioso di cui una di esse, un olio su tela risalente al XV secolo raffigurante la Madonna con il Bambino in braccio, viene ricordata per un evento eccezionale verificatosi il 22 marzo del 1728 quando prodigiosamente la tela, dalla fronte di Maria, sudò sangue. Da allora Ripa, in onore di questo evento, fece sua protettrice Maria SS. del Sudore.

A luglio, a Ripa Teatina si svolge la tradizionale Sagra delle Sagne, mentre a settembre si festeggia la ricorrenza del Santo Patrono con un’imponente presentazione di porchetta al forno.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 23 Luglio 2010 11:46 )  

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