
Ai piedi della Maiella, tra i torrenti Laio e Vesola, su una larga veduta di colline che giunge sino a scorgere il mare sorge, a 577 metri d’altezza, Guardiagrele. Il suo territorio, tra i più estesi della provincia di Chieti ben 56,35 kmq, presenta una grande varietà ambientale ricca di numerose specie animali e di una vegetazione spontanea propria dell’Appennino abruzzese, non a caso recentemente divenuto sede del Parco Nazionale della Maiella.
Splendida cittadina, fornì persino ispirazione al D’Annunzio che, nella sua opera “Trionfo della morte”, la definì la terrazza d’Abruzzo per via dei naturali belvedere di cui gode ampliamente il paese e della sua particolare posizione sulle falde della Maiella.
Guardiagrele è apprezzata sia per la bellezza dei suoi paesaggi e per il ruolo ricoperto all’interno del Parco Nazionale, ma anche per il titolo conquistato durante il lungo corso della sua esistenza quale “città d’arte e artigianato”: custodisce infatti nei secoli, una grande civiltà artistica e architettonica accompagnata da una solida e rinomata tradizione artigiana, ancora oggi ampiamente riconosciuta e valorizzata.
Qui nacque Nicola da Guardiagrele, uno degli artisti più grandi del suo tempo, allievo del Ghiberti conosciuto a Firenze, e fondatore della famosa scuola di orafi. Certa è la data della morte (1459), del resto della sua vita invece si hanno poche notizie, come scarse sono anche le certezze circa le origini del paese e di alcuni periodi storici che la riguardano. Esistono tuttavia tracce dell’antichissima presenza umana che datano la fondazione della remota Guardiagrele, inizialmente chiamata Aelion in seguito all’esistenza di un tempio dedicato al dio Apollo, al 1200 a.C., grazie a popolazioni provenienti dalla Grecia e unitesi a quelle locali. Il nome Aelion, a seguito di numerosi cambiamenti avvenuti nel tempo, giunge sino alla forma attuale composta com’è da due parole: “Grele” di derivazione dall’etnico marruccino che dovrebbe significare “altura”, “Guardia” che indica un posto di vedetta militare.
L’originario abitato, (nel quale già a quei tempi si trovavano alcuni templi dedicati alle divinità pagane: il tempio di Giove divenuto poi S. Nicola di Bari, il tempio di Diana poi S. Silvestro, il Tempio di Apollo trasformatosi oggi in S. Maria Maggiore) situato in una pianura ad oriente della Maiella, con l’arrivo dei longobardi si sposta sulla collina dove si costruisce una fortificazione militare a guardia dell’antico abitato di Grele, spostamento causato dalle continue incursioni dei barbari e forse anche per le ripercussioni di un terribile terremoto. A testimonianza dell’accaduto, oggi resta il Torrione del VII secolo ben visibile nei pressi del largo Garibaldi. Tra il XII e il XIV secolo l’agglomerato urbano si espande assumendo le caratteristiche di una vera città, grazie all’incastellamento e al completamento della cinta muraria con la costruzione di chiese e palazzi che fanno cosi scomparire l’antico nucleo. Si sviluppa l’artigianato all’inizio del ‘400, raggiungendo il culmine dell’arte orafa con i capolavori di Nicola. Questi e molti altri edifici con altrettanti palazzi e torri conservate in ottimo stato, rappresentano il patrimonio storico-artistico della bella città d’arte che è Guardiagrele.
Nel 1781 inizia l’ostilità con il comune di Orsogna per delle proprietà rivendicate da entrambi, che si spinge sino alla distruzione di Guardiagrele nel 1799 ad opera dei francesi, alla quale si aggiunge il saccheggio degli orsognesi uniti alle truppe del generale Coutard che distruggono anche l’archivio comunale custode di antichi documenti.
Critici sono ancor di più gli anni prima e dopo l’unità d’Italia: nei decenni che la precedono, il paese entra in una crisi irreversibile sfociata nella protesta contadina ormai ridotta in miseria e accentuata, negl’anni successivi, dal fenomeno del brigantaggio favorito dalla vicinanza con la montagna, perfetto luogo per nascondersi e progettare gli attacchi. Uno degli esponenti più noti di questa triste realtà era il guardiese Domenico Di Sciascio, capo della famigerata banda della Maiella. Per non parlare poi delle profondi e irreparabili tracce lasciate dalla seconda Guerra Mondiale dopo il bombardamento degli Alleati, soprattutto nel patrimonio urbanistico e architettonico. Passato l’infelice momento, seguito dal diffuso fenomeno dell’emigrazione e dalla dura ricostruzione, gli ultimi cinquant’anni sono caratterizzati da una pronta ripresa economica, facilitata dalla intelligente valorizzazione delle attività artigianali tradizionali e dalla intraprendente iniziativa privata che ha dato impulso principalmente alla piccola imprenditoria. Da non sottovalutare in questo contesto, la recente istituzione del Parco della Maiella, un possibile mezzo di rilancio dell’economia locale, d’incentivo all’occupazione e di sviluppo del turismo.
Le ricorrenze e le feste a Guardiagrele. Terza domenica di maggio: festa di san Nicola Greco e di sant'Antonio; luglio (data variabile): festa della Maiella, si celebra in ricordo dei caduti abruzzesi in guerra. Agosto 6-7-8: feste patronali di san Donato e san Emidio; agosto (data variabile): cinema sotto le stelle. Agosto 1-20 mostra mercato Artigianato d'Abruzzo: viene esposta la produzione più rappresentativa in ferro battuto, pietra lavorata, ceramica e tombolo. All'interno della manifestazione sono premiati i lavori più originali di ogni settore espositivo e gli artigiani più anziani. Agosto (data variabile): il Bolognino d'oro, manifestazione stile sanremese di artisti guardiesi. Terza domenica di ottobre: festa di san Rocco e ss. Maria del Popolo.





