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San Martino sulla Marrucina

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San Martino sulla Marrucina, a 25 chilometri dal capoluogo chietino, sorge su una collina a 480 metri sul livello del mare. La posizione geografica è unica: a solo 20 minuti di auto dalla cittadina, si possono raggiungere le vette della Maiella (oltre 2500 metri) con le sue piste da sci e, impiegando lo stesso tempo, si possono raggiungere le coste turistiche del mare Adriatico. Il paese si sviluppa su 4 colli, disposti quasi sulla stessa direttrice, e da due pianure che si estendono alle pendici delle colline stesse.

Ognuna delle due pianure (piano Sermano e piano Palomba) è attraversata da due torrenti (la Vesola ed ovest, il Dendalo ad est); queste sono incantevoli per la tranquillità dei campi e la quiete della bellissima campagna circostante, che si snoda, con i suoi boschi, quasi ad accarezzare i due corsi d’acqua. Cittadina prettamente agricola, ha tuttavia una discreta zona industriale con fabbriche anche di rilievo nazionale e internazionale; questa zona è ubicata sul confine del paese e questo ha permesso a tutto il resto del territorio di rimanere incontaminato e naturalmente integro; connubio ideale tra piccolo sviluppo industriale, vocazione all’agricoltura e conservazione della natura. Antichissima è l’origine della cittadina. La pianura sottostante al paese era considerata sacra dai Marrucini (antica popolazione italica che viveva in questo territorio già prima dei Romani e mai soggiogata da quest’ultimi) ed era adibita a luogo di culto e sepoltura. Il primo documento scritto su San Martino è dell’800 d.C., quando Sanctum Martinum rientra in quei castelli di proprietà della città di Teate (oggi l’odierna Chieti) cui nei secoli resta fedele, per ragioni principalmente religiose. Nel 940 d.C. viene a trascorrere a San Martino gli ultimi anni della sua vita, spinto dalla quiete del luogo, Aldemario da Capua, abate dell’abbazia di Montecassino, successivamente nominato santo per i miracoli compiuti in Abruzzo ma, prima della venuta di Aldemario, a San Martino sorgeva già un’abbazia benedettina, che prosperò per circa 1000 anni e la cui storia è ancora avvolta nel mistero.

Nel 1030 San Martino costituisce il possedimento più ad est della potente abbazia di San Salvatore a Maiella, tra le principali del centro Italia. Notevole è l’impegno dei sanmartinesi nella crociata in Terra Santa organizzata dal Barbarossa. Nel 1151 viene edificata la prima opera del Maestro Nicodemo, uno dei principali scultori alto-medioevali del centro-sud Italia, nativo di San Martino. Nel 1200 San Francesco d’Assisi giunge a San Martino di passaggio per Roma e qui fonda la chiesa di San Cassiano, installando anche un piccolo convento francescano. Verso la metà del 1300, sono presenti sul territorio di San Martino, ben 7 chiese a testimonianza della forte connotazione religiosa che ha sempre caratterizzato la comunità di questa cittadina (considerando anche che nel corso della sua storia la popolazione ha sempre oscillato tra gli 800 ed i 1800 abitanti).

Nel 1500 il refettorio dell’abbazia è restaurato e vengono dipinti i due quadri che oggi ornano gli altari laterali della Chiesa principale del paese (la chiesa di San Cristinziano) la cui origine risale al 1200. Altra chiesa importante per i sanmartinesi, è quella della Madonna del Colle, da loro edificata in seguito ad una leggenda legata all’apparizione della Madonna e risalente al 1700.

Verso la fine del 1500 inizia a San Martino l’era dei “polverieri” che si protrae sino alla metà del 1900: gli abitanti conoscono una ricetta segreta per la produzione della polvere da sparo. Formula e lavorazione restano un mistero per secoli ed essa, tramandata di padre in figlio, permette non solo di attivare un fiorente commercio di contrabbando della polvere pirica, ma soprattutto di difendere il loro paese e mantenerlo sempre libero da attacchi o razzie. Si dice che la potenza della polvere stia in uno dei 3 componenti fondamentali della ricetta segreta, ovvero che si tratti del carbone di vite, a testimonianza di quanto antico è il legame tra questa pianta e gli abitanti di San Martino.

Nel 1862 il nome del paese viene stabilito in San Martino sulla Marrucina, dal nome dell’antica Marrucina (strada preromana) che passa proprio sotto il colle principale del paese. Dopo le distruzioni del 2° conflitto mondiale – durante il quale viene raso al suolo anche quello che restava dell’antico castello prelongobardo dell’800 d.C. - San Martino ha ripreso la conformazione dell’antico borgo, con le case arroccate tra loro e le sue stradine strette tutte in salita, che raggiungono il punto più alto dove oggi sorge il municipio. Osservando la Maiella, dai numerosi punti panoramici del centro storico, si respira la pace, la tranquillità e la libertà che da secoli sempre regna, grazie anche al legame tra questa gente e la loro pianta simbolo di libertà: la vite.

La Festa più sentita a San Martino è quella dei “Santi Sposi” che si celebra ogni anno in gennaio. Alla mattina del 23, nella famosa chiesa di San Cristinziano - di origine benedettina, abbandonata dagli stessi nel 1511 ed oggi parrocchiale contenente all'interno una croce processionale tardo cinquecentesca di Pietro Paolo Gallucci da Guardiagrele - le statue della Madonna e di San Giuseppe vengono unite in matrimonio con benedizione e scambio di anelli. La manifestazione si svolge al mattino, e inizia con la Santa Messa, dopodiché le statue vengono condotte in processione per il centro storico del paese, dai membri della congrega di San Giuseppe, gli antichi custodi dei riti del Santo. A fine cerimonia, dopo il rientro delle statue in Chiesa, come un vero matrimonio vengono distribuiti i confetti benedetti, considerati beneauguranti per chi li riceve e soprattutto per le giovani coppie che si sposeranno entro l’anno.

Fra i tanti dolci che sa proporre l’Abruzzo, a San Martino se ne producono alcuni già decisamente accattivanti nel nome: “I Pensieri del Poeta”. Nati nel cuore della Marrucina, "I Pensieri del Poeta" sono una deliziosa specialità, una squisita prelibatezza, dal sapore genuino. In essi riecheggia tutta la tradizione artigianale dei dolci fatti in casa, uno ad uno, con la stessa premura di quando un poeta fa scaturire i propri pensieri da una passione profonda.

Da un’ accurata scelta dei pochi e semplici ingredienti si rivela un anima fatta di miele millefiori d'Abruzzo e di noci, elementi che conferiscono al prodotto, dalla curiosa forma di un grande confetto, caratteristiche di irripetibilità e garanzie di conservazione e fragranza senza ausilio di conservanti.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 23 Luglio 2010 11:49 )