Città del vino d'Abruzzo

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Sep 08th
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Crecchio

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Il paese sorge a circa 200 metri s.l.m. su un costone roccioso nei pressi del fiume Arielli e del torrente Ripago. Questa è una zona consistente in un altopiano costruito sulla sabbia profondamente erosa dai corsi d’acqua, nei quali si trovano sedimenti conchigliferi marini portati dalle inondazioni,. Non molto lontano dal mare in effetti, Crecchio gode allo stesso tempo della splendida visuale offerta dalla Maiella che fa da cornice alla pittoresca vegetazione presente nei quasi 20 kmq di estensione comunale. L’85% del suo territorio è coltivato e sono soprattutto l’uva o l’olivo a far girare il motore dell’economia municipale, anche se un valido contributo è fornito dalle piccole e medie imprese prevalentemente specializzate nella lavorazione di tessuto e cuoio.

Il nome Crecchio deriva dal Sabellico “Ocriculum” indicante la parte alta dell’abitato che, per i suoi pendii scoscesi, è destinata alla difesa. Successivamente col passare del tempo, il nome è modificato in “Ocricchio” e ancora “Ocrecchio” arrivando sino alla forma attuale; il tema ocr infatti è diffuso in tutte le zone d’Italia toccate dagli Umbro Sabelli. La prima apparizione della località di Crecchio in un documento è nella trascrizione di ciò che resta della “rassegna dei feudatari d’Abruzzo”, ordinata dal Re Carlo d’Angiò, a cui partecipa Notar Andrea de Crecco il 7 maggio del 1279 e dove viene citato Ocrechio Guglielmo Morello che a quel tempo possedeva la giurisdizione.

Nel passato, già in epoca preistorica, si presume che queste colline fossero caratterizzate dalla presenza dell’uomo anche se a dir la verità pochi sono i ritrovamenti che documentano tale realtà. Il territorio si trova a confine tra due popolazioni dell’epoca, divise probabilmente dal fiume Arielli: i Marruccini a nord e i Frentani a sud. Non si ha la certezza assoluta sul periodo in cui Crecchio fu abitata per la prima volta in quanto non si hanno testimonianze e ritrovamenti di antichi edifici o di necropoli. E’ accertata invece l’esistenza, sotto le torri meridionali del castello, di alcune tracce di arcaiche fortificazioni di presunta origine angioina. Probabilmente il castello (oggi sede di un’interessante Museo Bizantino ed altomedioevale) serviva, al popolo frentano o marruccino, come roccaforte posta a guardia del confine e del braccio di tratturo proveniente da Canosa Sannitica e da Tollo che si dirige verso Arielli per congiungersi con il più imponente tratturo Aquila-Foggia. Questo è il periodo chiave che segna il passaggio da struttura prettamente difensiva, sorta per scopi di avvistamento e segnalazione, ad un edificio di carattere residenziale. L’ultima e più importante testimonianza dello svolgimento di questo più egregio compito, l’abbiamo esattamente il 9 settembre del 1943 quando il castello si trasforma in un sicuro e comodo rifugio per il re e la sua famiglia, in fuga da Roma dopo l’armistizio e prima dell’imminente imbarco ad Ortona.

Di inestimabile valore artistico e culturale è anche il cosiddetto Parco dei Mulini, un’affascinante struttura situata lungo il fiume Arielli, ai piedi del colle di Crecchio, in cui si possono ammirare i sei mulini del 400 che ci testimoniano la florida attività allora caratterizzata dal commercio di cereali.

Da non considerare di secondaria importanza al più blasonato Castello, sono le altre attrattive che il paese è in grado di offrire ad un pubblico a cui interessa maggiormente l’aspetto storico-artistico come: la porta medioevale detta “Da Piedi”; il Palazzo Monaco del XIV secolo; il Santuario di Santa Elisabetta protettrice di Crecchio e i ruderi di una villa romana bizantina che si trova tra due delle tante frazioni caratterizzanti l’abitato, Vassarella e Casino Vezzani.

Le feste a Crecchio sono molte e articolate in tutto l’arco dell’anno: il 17 gennaio abbiamo la Festa di Sant’Antonio, mentre la terza domenica di Maggio si festeggia San Vincenzo. Sempre a maggio abbiamo la sagra delle fave e ad agosto la sagra dei buoni sapori. Il 4-7 Agosto: Feste patronali di Santa Elisabetta, San Rocco e Santa Filomena.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 23 Luglio 2010 11:34 )