
Piccola cittadina di poco più di 4000 abitanti, ma con un’ estensione abitativa per più del doppio, Orsogna è posta su una dorsale collinare che si sviluppa tra i torrenti Moro e Venna, a 440 metri sul livello del mare. Il suo territorio esteso per 25,26 kmq ed intensamente coltivato, gode di un ottimo clima temperato e raramente umido ed è al località ideale per un turismo amante sia delle escursioni montane che delle spiagge assolate per la sua favorevole posizione a metà strada tra il litorale adriatico e l’Appennino e vicino ai centri nevralgici delle province abruzzesi.
Fra le sue bellezze naturali Orsogna annovera il Parco Territoriale dell’Annunziata, oasi naturalistica con bosco d’alto fusto, istituito nel 1991 e vasto circa 140 ettari, dal quale si può contemplare il seducente Massiccio della Maiella che si staglia sullo sfondo offrendo il suo profilo più suggestivo con le cime del Monte Amaro e del Monte Acquaviva imbiancate d’inverno.
L’origine del suo nome è incerta. Una delle ipotesi più accreditate la farebbe risalire a una delle sue antiche contrade, la Rissogna, che è l’arcaico nome dell’attuale contrada Fraia, situata nella bellissima Valle del Moro e che si può ammirare dai molteplici punti panoramici offerti da Orsogna. Sarebbe quindi da respingere un’altra tesi che vorrebbe far derivare il toponimo dall’orso, che popolava in gran numero di esemplari i boschi circostanti. Il nome documentato di Ursonia, comunque, compare per la prima volta,nel 1151, in un diploma di Ruggero II il Normanno.
Le notizie più antiche su Orsogna, storicamente accertate, invece si riferiscono al IV secolo a.C. e sono documentate dal ritrovamento di un “elmo con palmette” in bronzo, conservato nel Museo Archeologico di Chieti; una cintura in bronzo, vasellame dipinto a freddo , una ciotola e qualche vaso di terracotta del I secolo d.C.; i resti del castello dei “Septa” in contrada Feuduccio, che si presume risalente ai tempi dei romani. Dell’età medievale (sec. XIII/XIV) resta la Torre Di Bene, esempio di edificio rurale fortificato costruito lungo il tracciato tratturale. Numerose furono le famiglie nobili che vi dominarono, dai Signori del Vasto, agli Orsini, ai Carafa, ai Colonna il cui castello del XV secolo venne interamente distrutto durante l’ultimo conflitto mondiale.
L’urbanistica della cittadina ha una conformazione tipicamente medievale, ma il terremoto del 1881 e i pesanti bombardamenti angloamericani dal novembre 1943 al giugno 1944, per la sua posizione strategica sul fronte Adriatico–Tirreno e in quanto roccaforte, per circa nove mesi, dell’esercito tedesco, ne hanno cambiato completamente l’aspetto e distrutto tutta la sua storia architettonica.
D’interesse artistico, e quindi fondamentali da visitare, sono: il Convento francescano della SS. Annunziata fondato nel 1442 da S. Giovanni da Capestrano e situato ai confini dell’omonimo Parco, la già menzionata Torre di Bene restaurata nel 1992 , la Chiesa parrocchiale del 1790 e il Parco delle Rimembranze, cimitero di guerra costruito nel 1926, al cui interno è custodito il grande crocifisso di Pietro Canonica, realizzato con il bronzo dei cannoni austriaci della prima guerra mondiale, e dove è stata edificata la cappella gentilizia del Prof. Raffaele Paolucci, nato a Orsogna, chirurgo insigne e Medaglia d’Oro al Valor Militare per aver affondato, a Pola, la nave austriaca “Viribus Unitis”. Da non perdere sicuramente è l’attraente e mistica “Sacra Rappresentazione dei Talami”, risalente al 1500, che si svolge nel primo martedì dopo Pasqua e nella riedizione serale del 15 agosto, come ringraziamento alla Madonna del Rifugio. I Talami, montati sui trattori agricoli, sono dei palcoscenici che hanno alle spalle un fondale dipinto, in cima al quale, circondata da una raggiera, viene posta una bambina che rappresenta la Madonna del Rifugio; sul palco, invece ragazzi e ragazze, immobili, interpretano i personaggi di scene tratte dal Vecchio e Nuovo Testamento. I Talami sono in tutto sei, uno per quartiere della cittadina, più uno portato a spalla dagli Alpini in congedo di Orsogna. Quest’antichissima festa orsognese prende spunto dalla cultura contadina, come rievocazione di un miracolo mariano.
Orsogna ha dato i natali a molti uomini illustri: dal compositore Camillo De Nardis a Domenico Ceccarossi, il “principe dei cornisti di tutto il mondo” cui sono dedicati due concorsi musicali internazionali, a Tommaso Salvini, intagliatore del XVIII secolo, a Giuseppe Fonzi medico scienziato, inventore della materia metallica per le protesi dentarie per la quale ebbe una medaglia d’oro e fu nominato membro dell’Ateneo delle Scienze e Arti di Parigi, a Mario Pomilio, scrittore, al già citato Raffaele Paolucci.





