Città del vino d'Abruzzo

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Sep 08th
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Da Tollo al silenzio dei nevai

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Risalendo dalla costa verso la montagna lungo lo storico asse della Marrucina, là dove i vigneti intrecciano il loro respiro con querce e lecci, scorgiamo alto sulla destra Tollo, dal carattere orgoglioso per le sue origini Etrusche, affabile per gli insediamenti Francesi, e combattivo per le lotte tra Turchi e Cristiani. A Tollo, fiore all'occhiello della vitivinicoltura abruzzese, il Montepulciano diventa perciò altezzoso, come dopo una battaglia vinta, o fiero come ad affermare le sue origini, mentre il Trebbiano si fa dolce quasi a volersi timidamente presentare. La prima domenica di agosto si tiene la festa della Madonna dei Turchi: a mezzogiorno si allestisce una moresca tra le squadre dei turchi e dei cristiani che danno vita ad una battaglia, finché l'apparizione della Madonna pone fine allo scontro.

Una recente iniziativa ha suscitato curiosità: Tollo dipingerà con i colori dell’uva e del vino i palazzi del centro storico che saranno ristrutturati dai cittadini. Sempre tenendo un occhio sulla Majella che incombe verso meridione, si arriva a Canosa Sannita le cui origini risalgono al IX secolo cosi come citato nel Memoratiorum dell’Abate Bertiario che contiene l’inventario dei possedimenti Cassinesi nel comitato Teatino.

Oggi Canosa é un paese nuovo, completamente ricostruito e noto per la generosità, l’operosità e l’ospitalità della sua gente. Di qui, in pochi chilometri, si raggiunge Crecchio. Situato su un colle eroso a valle dal percorso di due torrenti, l’agglomerato urbano è dominato dal profilo del suo bel Castello oggi diventato sede di un interessante Museo Bizantino e Alto Medievale i cui oggetti provengono per la maggior parte dall'eccezionale scoperta, da parte dell'Archeoclub d'Italia, sede di Crecchio, di una cisterna romana. Una sapiente opera di recupero ha restituito al paese il suo antico splendore. Girare tra le antiche mura dà la sensazione di tornare indietro nel tempo. Caratteristici sono i mulini che si trovano lungo il fiume Arielli, testimonianza di un ingegnoso sistema di sfruttamento dell'energia idraulica.

Il nostro cammino si conclude ad Orsogna, situata a 430 m s.l.m. in prossimità del massiccio della Majella. Di grande interesse è il Parco dell’Annunziata, un’oasi naturalistica con bosco d’alto fusto che circonda il Convento francescano dell’Annunziata. L’edificio religioso conserva pregevoli affreschi del seicento. Da visitare anche la chiesa parrocchiale di San Nicola di architettura tardo barocca al cui interno è possibile ammirare una preziosa croce astile dell’orafo Nicola da Guardiagrele. Completamente distrutta durante il secondo conflitto mondiale, Orsogna ha potuto conservare solo alcuni edifici d’interesse artistico: il convento francescano della S.S. Annunziata, fondato nel 1442, e la Torre di Bene, di origine seicentesca, che é stata recentemente restaurata.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 23 Luglio 2010 15:14 )