Città del vino d'Abruzzo

Wednesday
Sep 08th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Val Vibrata Colonnella

Colonnella

E-mail Stampa PDF

Sample image

Il paese è posto su un cocuzzolo a 300 metri sopra il livello del mare, da cui si affaccia per ammirare le vallate del Tronto a nord e della Vibrata a sud con i loro rispettivi fiumi, i Monti della Laga, il Massiccio del Gran Sasso e il mare Adriatico non molto distante. Il territorio, esteso per 21,22 kmq, è destinato in parte alla coltivazione di cereali, uva, ortaggi e frutta, ma ben più importante per l’economia locale sono le industrie che si sviluppano nelle contrade situate a valle. Molti dei circa 3100 abitanti sono impiegati nel consolidato settore industriale che consente così a Colonnella di avere uno dei più alti rapporti addetti/abitanti della Regione.

Fra queste realtà spiccano i settori del tessile, della pelletteria, del metalmeccanico e del fiorente commercio, quest’ultimo promosso e incentivato dalla recente apertura di un’imponente centro commerciale nelle vicinanze del casello autostradale dell’A14, uscita Val Vibrata. Non è da sottovalutare nemmeno l’attuale espansione dell’agriturismo favorita anche dalla possibilità di poter servire prodotti vinicoli ed agroalimentari locali di ottima qualità.

Tornando indietro nel tempo, troviamo che il primo documento sicuro in cui viene citata Colonnella è il medievale “Chronicon Farfense” del 936-962, mentre reperti archeologici dell’epoca neolitica ci testimoniano l’esistenza di un piccolo centro che nel periodo preromano prendeva il nome di Truentum. Questo era stato fondato da un popolo proveniente dalla Dalmazia, i cosiddetti Liburni che avevano costruito la piccola cittadina alla foce orientale del fiume Tronto, facendola presto diventare un’importante centro commerciale marittimo dal futuro promettente, anche grazie all’insediamento sul suo territorio di opifici per la fabbricazione della porpora e per la tessitura e la tinture delle lane, ampliati e migliorati dalle popolazioni picene.

Venendo ai giorni nostri, il paese subisce, durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, l’occupazione tedesca con lo scopo di utilizzarlo come presidio per le sue truppe. Solo nel giugno del 44, alla fine della guerra, gli Anglo-Americani liberano la città dall’oppressore nazista. È storia recente, la divisione dalla circoscrizione comunale delle frazioni di Martinsicuro e Villa Rosa che, il 18 marzo del 1963, formano il comune di Martinsicuro in seguito ad una rivalità nata nel momento in cui viene superato il numero di abitanti presenti nel capoluogo. Il centro storico oggi si presenta con un ricco intreccio di stradine e piazzette dominate dalla chiesa dei Santi Cipriano e Giustina, che conserva al suo interno la statua lignea della Madonna del Suffragio risalente alla fine del 700 e un prezioso organo del 1833, e la Torre civica dell’orologio entrambe databili intorno alla metà dell’800. Troviamo inoltre, la fonte vecchia e la fonte in ottone riconducibili al periodo romano, le cisterne Cincolà e Ricci, anch’esse del periodo romano, e gli antichi palazzi Volpi, Marzi, Pardi e Grilli.

A Colonnella si può gustare quello che è uno dei più semplici e dei più tipici piatti del Teramano: le “scrippelle ‘mbusse”. Diciamo subito che nella sua incredibile semplicità la preparazione potrebbe essere considerata ripetibile ovunque ma qui, al contrario, assume caratteristiche uniche per l’abitudine locale di utilizzare solo carni bovine dei pascoli delle vicine montagne, quelle carni che oggi vantano la prestigiosa IGP “Vitellone dell’Appennino Centrale”. Le razze del “Vitellone bianco dell’Appennino Centrale” oggi allevate in Abruzzo come razze da carne, la Chianina, la Marchigiana e la Romagnola, fino a metà Ottocento sono state utilizzate per il lavoro dei campi nella tipica azienda mezzadrile italiana. La particolare conformazione fisica, dovuta al loro patrimonio genetico, ma anche alle tecniche di allevamento e di alimentazione, dona alle carni degli animali caratteristiche qualitative specifiche e identificabili.

Questo piatto non richiede un accompagnamento di vino particolarmente ricercato. Trattandosi di un piatto “umido” può accettare senza difficoltà compagnia bianca e rossa ma, data la sua intensità gustativa e la notevole sapidità sarebbe opportuno, nel caso di un vino bianco, utilizzare uno Chardonnay dei Colli Aprutini o delle Colline Pescaresi.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 23 Luglio 2010 11:33 )  

Ricette tipiche abruzzesi

Ricette

Una raccolta delle più caratteristiche ricette di piatti tipici abruzzesi. Vai alle ricette.

Vitigni

 

Montepulciano d'Abruzzo (DOC)

Si può affermare con sicurezza che il vitigno Montepulciano -- D.M. 24/05/68 (G.U. n. 1...

 

Trebbiano d'Abruzzo (DOC)

La zona di produzione del Trebbiano - D.M. 28/06/72 (G.U. n. 221 del 25/08/72), vitigno ...

 

Controguerra (DOC)

La DOC Controguerra - D.M. 20/08/96 (G.U. n. 201 del 28/08/96) - è prodotta nelle segue...

 

Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane (DOCG)

Il Montepulciano d'Abruzzo “Colline Teramane” (D.M. 20/02/03 (G.U. n. 54 del...

 

Pecorino vitigno autoctono

Pellentesque congue condimentum nec vitae id leo dolor Phasellus leo urna.