
Al centro dell'Italia, su un'amena collina quasi balcone sul mare, a circa sette chilometri dalla statale 16 e dall'autostrada A 14, sorge Corropoli, un'antica cittadina medioevale che, pur conservando i caratteri della passata nobiltà, si dichiara aperta e disponibile per accogliere tutti i messaggi proposti dalla moderna società.
Volendo curiosare nel suo lontanissimo passato, scopriamo che cinquemila anni fa nel suo territorio sorgeva Ripoli, il più grande insediamento neolitico italiano, ovvero della “pietra levigata”. La ventata di civiltà di questo luogo, privilegiato anche dalla natura, non si esaurì con la preistoria, ma continuerà nei secoli successivi: infatti il luogo sarà valorizzato dalle successive popolazioni romane che vi costruiranno ville e templi pagani. Nella prima parte dell’era cristiana questo luogo fu scoperto anche da Benedettini, Celestini e Francescani che vi costruirono bellissimi monasteri e conventi in cui, al lavoro manuale, si alternava una intensa vita culturale, tanto da divenire importanti centri di raccolta di famosi teologi, miniaturisti, amanuensi, letterati, ecc.
Dal mille in poi la nascente cittadina subì un grande sviluppo: oltre all'attuale centro storico, si costruì il palazzo baronale che rimase in piedi fino ai primi del 1800. Alte e spesse mura chiusero tutt'attorno il paese a cui si poteva accedere soltanto dalla porta Sud o da quella Nord. Il nome di Corropoli sarà certamente derivato da Collis Ruppuli, cioè Colle di Ripoli. Per l'unità d'Italia, Corropoli diede un grande contributo: basti pensare che circa settanta furono i suoi Carbonari.
Il turista che oggi viene a Corropoli per goderne il clima e tuffarsi nella smagliante tavolozza composta dai colori della ricca vegetazione della sua circostante campagna, può ammirare la Piazza Pie' di Corte il cui assetto attuale si fa risalire al 1830 con la demolizione dell’antico maniero andato in rovina e di alcune vecchie case per ampliarne lo spazio e per aprire lo stradone per Controguerra; la Torre campanaria (XV sec.), uno dei famosi quattro campanili "fratelli" della provincia di Teramo (Atri, Teramo, Campli, Corropoli); l'Abbazia di Mejulano, costruita dai Benedettini sul tempio pagano della Dea Flora e il monastero di S. Benedetto a Gabiano (oggi Gabbiano), con annessa chiesa intitolata a San Benedetto, fondato dai Benedettini Cassinei intorno al XII secolo. Il Convento di S Maria degli Angeli della Montagnola, convento dei Minori Osservanti, fu inaugurato il 9 giugno 1694 e sorge in contrada Montagnola.
La patrona di Corropoli è Sant'Agnese (21 gennaio), ma la festa più sentita è quella di Santa Scolastica (10 febbraio), allorché le coppie di giovani sposi si recano in pellegrinaggio alla chiesetta campestre di Ravigliano di Corropoli dove, secondo tradizione, da una fontana sgorga acqua miracolosa con poteri fecondanti.
Assai seguita anche la “Processione della Madonna che corre” del martedì di Pasqua. La processione avviene con l'incontro delle statue di S. Giovanni e della Madonna portate a spalla di corsa dalla popolazione, in direzione del sagrato della chiesa, per incontrare la statua del Cristo risorto. L'annuncio viene dato da S. Giovanni per le strade del paese con lo scampanare di tutte le chiese.






