Città del vino d'Abruzzo

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Nella conca dei Peligni, antichi colonizzatori dell'Abruzzo

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L’itinerario si sviluppa nella Valle Peligna, considerata la culla della viticoltura abruzzese, sin dall’epoca dell’impero romano. I paesi interessati all’itinerario, come Vittorito, oltre a produrre vini pregiati, presentano anche un particolare interesse storico. L’itinerario si avvia da Vittorito, per attraversare Pratola Peligna e la Badia Morronese, raggiungere il Santuario di Ercole Curino e, di lì, Sulmona, la capitale italiana del confetto. Il paese di Vittorito , situato a 377 m.l.m., alla sinistra del basso corso del fiume Aterno, fronteggia i ruderi della storica Corfinium situati al contrario in sponda destra, in un paesaggio che varia dal bosco di alto fusto a vigneti coltivati a spalliera.

L’origine molto antica è testimoniata da numerosi beni artistici e monumentali come l’ottocentesco Palazzo Rivera, la Chiesa di S. Rocco, la chiesa della Madonna del Borgo del 1400, la Chiesa di S. Michele Arcangelo della stessa epoca, e il Castello. La degustazione dei vini delle Cantine locali renderà più piacevole continuare la conoscenza dei luoghi. Lungo la strada provinciale che conduce a Raiano, si attraversa la Riserva Naturale delle Gole di San Venanzio. La Riserva è caratterizzata da una stretta gola scavata dal fiume Aterno che forma piccole cascate e pozze d'acqua che conferiscono al paesaggio un aspetto particolarmente suggestivo. Caratteristica è la presenza dell’eremo di S.Venanzio, incastonato tra le rocce della Gola e sospeso sul fiume Aterno. Più a valle si incontrano alcune pozze di acque sulfuree, dove è possibile fare il bagno.

Verso Pratola Peligna e verso i 2.000 metri del Monte Morrone che limita la bella valle dei Peligni ad oriente, non si tarda a raggiungere la Badia Morronese un meraviglioso complesso abbaziale dei Celestini, con chiesa barocca e, all'interno, la Cappella Caldora impreziosita da un ciclo di affreschi, nonché un monumento funerario tardomedievale datato 1412.

Non lontano, lungo le prime pendici della montagna, resti del santuario italico di Ercole Curino, che ha restituito importanti reperti, tra i quali un'ara di bronzo e un Eracle in riposo, attribuiti alla scuola di Lisippo. Il Santuario, non distante dalla città di Sulmona, fu creduto per secoli, l'antica villa di Ovidio. (Lo stesso poeta ebbe infatti a scrivere Sulmo mihi patria est)

Un discorso a parte merita Corfinio, l'antica Corfinium, situata anch’essa nella vallata dell'Aterno, nella regione dei Peligni, a controllo della via Claudia Valeria, che in origine aveva termine proprio in questa urbe. Corfinio viene ricordata per la prima volta in occasione della guerra dei confederati contro Roma nel 90 a.C.. Ricca di antichi reperti annovera tra i monumenti più prestigiosi la Basilica di San Pelino fatta edificare nell’XI secolo d. C. dall’abate Trasmundo, vescovo di Valva, che si pone come un punto chiave nella storia del romanico abruzzese ed è oggi importante monumento della Regione dove ha sede il Museo delle antichità corfiniensi.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 23 Luglio 2010 14:56 )  

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