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Collecorvino

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Il “Chronicon Casauriense” l’opera di Giovanni di Bernardo del XII secolo, pur avendo come soggetto il monastero abruzzese di S. Clemente di Casauria, cita anche la fondazione del castello di Collecorvino, per mano di Corvino –o Corbino- di Alderamo, ricco proprietario longobardo, risalente all’aprile del 853. Mentre è certa la data di fondazione del fortilizio, di cui però negli anni ne sono state abbattute le mura, per il borgo, accresciuto all’intorno, non si hanno notizie sicure, ma la sua struttura “curtense” con un tessuto senza frangiatura ai margini, ne riporta la formazione all’alto medioevo.

E’ un nucleo compatto, che vede l’alternarsi di case a vicoli lastricati con mattoni posti a taglio e racchiusi intorno alla piazza principale. L’antica torre di osservazione, ancora in buone condizioni, si erge imperiosa sul Castello del XIV secolo –assoggettato a notevoli e irrimediabili trasformazioni- e sul borgo, dove spicca la zona ottocentesca che si sviluppa a valle, verso Loreto Aprutino, con abitazioni singole quasi completamente restaurate. Di origine benedettina è la chiesa di S. Andrea Apostolo: se ne ha notizia dal lontano 866, ma dato il suo stato di degrado, nel XVI secolo si decise di abbatterla per eleggerla a collegiata nel 1572. Verrà poi trasformarla completamente in epoca barocca.

Sulla sommità di un colle a nord dell’abitato sorge il convento di San Paterniano Abate, di origine benedettina, ma ristrutturato a partire dal 1603 per opera dei Francescani. Dalla sua posizione, quasi sullo spartiacque tra i fiumi Fino e Tavo, a un’altezza collinare di 253 metri sul livello del mare, Collecorvino può godere dei benefici del clima costiero, favorito dalla piana del fiume Saline, -che sfocia nel vicino Adriatico-, e rinfrescato da quello montano discendente dalla catena appenninica non lontana. Una posizione unica, una vista senza eguali, che ha spinto il comune ad organizzare “la Scampagnata”, un’iniziativa audace ed intraprendente, che si concretizza nello sviluppo di un turismo rurale che vede nella radicata economia agricola, gli antichi fondamenti della “cultura contadina”. Territorio, cultura, prodotti tipici locali, turismo locale, tutto questo è “la Scampagnata”, che si esplica in un virtuale itinerario attraverso le produzioni locali, e si contraddistingue anche in manifestazioni, rassegne, attività culturali; e poi imprese agricole, alimentari, artigianali, e quant’altro possa proiettare le attività del comune verso il nuovo concetto di economia e di sviluppo turistico.

Bene accetti quindi i “food-trotters”, alla ricerca del “fagiolo uova di quaglia”, del “peperone corno di capra”, della verza e del pomodoro “nostrano”, e poi il pecorino fresco e la ricotta, il pane casereccio, i peperoni nell’uovo, i “cacionetti”, la sfogliatella, il tarallo, la torta dolce locale, le “rimpizze” e tanti altri. Con “la scampagnata”, attraverso l’esposizione dei prodotti tipici, il comune di Collecorvino ha l’ambizione di far conoscere le tradizioni locali e il duro lavoro contadino, semplicemente riscoprendo tutto ciò che è sempre esistito.

Per quanto riguarda i riti legati alla religione, a maggio ci sono le feste patronali dei santi Filippo e Giacomo, della Madonna dei Miracoli, di Santa Lucia (nella contrada omonima); a giugno la festa di Cristo risorto e festa del Beato Nunzio in contrada Congiunti; a luglio la festa di Sant'Antonio nel convento di San Patrignano e ad agosto, in contrada Case Bruciate, si festeggia San Gabriele Arcangelo e nel centro storco, il giorno 10, la sagra con rassegna gastronomica “Pipindune e ove”.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 23 Luglio 2010 11:32 )